Rose rosse e …

Appena arrivato lassù in una tarda mattinata di qualche anno fa mi avevano detto di andare a vedere le rose coltivate in serra dal padrone di casa. Erano, come sono tuttora, quasi tutti floricoltori o commercianti del settore. Qualcuno in pensione. Esperti, dunque. Sostenevano che è raro vederne di così grandi. Insisteva in modo particolare, se ricordo bene, la persona  che di recente mi ha rivisitato in base alla sua esperienza la figura di Libero Alborno, storico uomo politico di Ventimiglia (IM) deceduto alla fine degli anni ’50 ancora troppo giovane, già membro del locale Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N.) e valente (guarda caso!) floricoltore.

Forse l’immagine che precede è stata l’ultima che ero riuscito a realizzare.

Poi sino a sera belle discussioni. Da ultimo molto revival con l’ottimo anfitrione, che non mi lasciava più venire via, e con il bravo cuoco, che, quando vuole, i colpi in cucina non li perde ancora.

Si era a Villatella, frazione di Ventimiglia (IM), sotto il Grammondo (1.378 metri d’altezza). Veramente, la campagna in questione è un po’ più in alto e a sud, rispetto al paese, e da lì si vede, invece, una propaggine della più meridionale Cima Longoira.

Eccola qui!

Uno scorcio della Val Bevera nell’inquadratura che precede. Pur pensando di essere in ritardo, qualche fotografia all’andata ero riuscita a farla!

Per dire, questa è l’unica immagine che avevo ricavato sulla zona di Latte (a sinistra in alto per chi guarda, piccolo, Castel d’Appio), dove risiedono la maggior parte di quei commensali.

Non abbiamo più parlato delle rose, però …

 

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