Vecchi incontri sotto casa

Qualche anno fa, avevo incontrato (o, meglio, mi veniva ripresentato) mentre era con un comune amico di Ventimiglia (IM) alla ormai scomparsa, causa spostamento a monte della linea ferrata, stazione di Oneglia, Aldo, il quale mi disse che ci eravamo conosciuti da giovani a Cipressa (IM): il sottoscritto, solito smemorato, non l’aveva in quel momento ancora messo a fuoco.

Forse il primo impatto lo avevamo avuto a San Lorenzo al Mare, paese a levante, ai piedi della collina della Cipressa. Suonava, infatti, da giovane in un’orchestrina. Probabile che ci vedessimo e frequentassimo in quel periodo in entrambe le località. In occasione, di sicuro, di Feste de l’Unità.

Ho visto spesso in seguito Aldo, uomo di grande simpatia, anche perché lavorava dalle mie parti. Mi aveva pure procurato, in seguito ad un suo viaggio sin lassù, alcune cartine geografiche di qualche parte del nord Europa, che io gli avevo richiesto. Per dire della sua gentilezza. Ed almeno in un’occasione mi diede un passaggio in auto per attraversare Imperia: quando si dice il caso!

Io, invece, una volta lo portai sotto una pioggia torrenziale da Bordighera al capoluogo, dove mi stavo recando per motivi familiari. Aldo avrebbe preferito tornarsene in treno. La mia guida in autostrada sotto quelle intemperie lo fece vieppù rimpiangere (credo!) di avere accettato il mio invito. Io, però, lo accompagnai quasi sin sotto casa.

Gli accennai due o tre volte all’episodio, ma fu così gentile da darmi sempre risposte evasive e sfumate.

Poi ci perdemmo di vista, perché cambiò lavoro o andò anche lui in pensione. Non avevamo mai pensato di scambiarci i numeri di telefono. Tanto ci si vedeva quasi tutti i giorni, mentre arrancava a piedi da Vallecrosia, dove aveva sede professionale, a Bordighera, o viceversa. Il mattino lo trascorreva in uffici ad Imperia. Mi mancano alquanto i suoi comici indovinelli, di cui avrà di sicuro ancora un’inesauribile scorta.

 

Precedente A Natale, anni fa Successivo Cicin di Carpasio