Qualcosa su Nervia

La casa dove sono nato

Sono nato a Nervia, zona orientale di Ventimiglia (IM) a ridosso della foce dell’omonimo torrente, in una via che ripete il nome. All’angolo di Vico del Pino, ma il maestoso albero cadde sotto la furia di una tromba d’aria nei primi anni ’60 del secolo scorso.

Nel muro é rimasto lo squarcio causato da quella rovina.

Foto di proprietà di Michele Montalto Monella, ripresa da www.cultura-barocca.com

In questa immagine anteguerra, in possesso del mio compagno di scuola delle elementari Michele Montalto Monella (anche gran pescatore in mare!), la superba pianta (o così sembrava a noi bambini!) rimane alquanto nascosta sulla destra.

Foto: Mariani di Ventimiglia

Qui, però, si nota bene.

Utilizzo, tuttavia, il precedente scatto per vari motivi.

Archivio: Andrea Niloni

Anzitutto, per segnalare un cavalcavia lievemente diverso da quello riscostruito dopo l’immane conflitto: il primo era stato demolito dalle truppe naziste in ritirata.

In secondo luogo, per fare notare la casa scomparsa per fare posto agli scavi del Teatro Romano. Al pianterreno esisteva un forno dove lo zio, poi divenuto ferroviere come mio padre, imparò molto bene la professione del panettiere. E l’ex titolare veniva tante volte a trovarci ancora quando ero adolescente.

La foto di Niloni, che mette in primo piano la strada per la collina di Collasgarba, mi induce a sottolineare la lunga frequentazione – come ho già in precedenti occasioni scritto – della mia famiglia con Nervia, colà arrivata nel 1932. Su quell’altura di sicuro sino al 1940 ha lavorato il nonno Maini alle dipendenze di una pregiata azienda agricola d’avanguardia. E ho appena potuto conoscere – grazie a Facebook – un discendente di quegli imprenditori…

La neve – evento raro in Riviera! – davanti a dove abitavamo a gennaio 1963. Da notare anche la bella casetta ormai scomparsa…

Se si sposta lo sguardo alla sinistra del torrente, comunque inquadrato, si trova la zona della Chiesa e l’imboccatura della strada di Valle, dove abbiamo abitato – dopo la parentesi in Via Giudici – dall’autunno del 1956 alla primavera del 1971.

Fonte: www.cultura-barocca.com
Di Silvana Maccario di Camporosso in www.cultura-barocca.com

Un angolo molto cambiato dopo i lutti arrecati dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Ricordo di avere visto io stesso ancora tante macerie…

Il nostro cortiletto – alla data odierna alquanto rovinato! – era il ritrovo di tutti i bambini del vicinato. La fermata – lì davanti – delle corriere per Camporosso, Dolceacqua, Pigna, Castelvittorio, ecc – la vallata, insomma! – mi (ci) fece conoscere tante e tante persone…

1 ottobre 1959, primo giorno di scuola per mio fratello ed esordio per l’ultimo anno di elementari per il sottoscritto

Non oso affrontare l’argomento “scuole elementari”…

Intendevo disegnare una traccia approssimativa di cose da approfondire. Altre volte – su questo tema – l’ho fatto, su altri blog. Qui, vedremo…

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