Qualcosa su Latte

La baia di Latte. Latte, Frazione di Ventimiglia (IM). Diverse ville antiche, in genere di epoca barocca, sedi di remote villeggiature signorili. Ristrutturate ormai, in genere molto male. Nel giardino di quella più a destra, sul mare, in quell’anno lontano ancora affittata – ad uso agricolo! – allo zio di un caro amico, passai un’intera giornata indimenticabile nell’estate della nostra prima classe di scuole superiori, scorrazzando in bicicletta nei vialetti degli orti, andando e venendo dai bagni, facendo scorpacciate di pomodori (mitici “cundiun” di una volta!) come bontà secondi solo a quelli di mia nonna materna.

Ancora più in là, rispetto alla dimora che ho cercato di indicare con la prima immagine, un tratto di Via Romana, che solo di recente ho preso a percorrere. Con il piccolo cavalcavia pedonale sopra la ferrovia per la Francia.

Da cui si sbircia – ma, dati la posizione delle ringhiere e di quant’altro, mi é risultato impossibile fotografarlo al meglio, per cui qui mostro solo l’altra parte – il magnifico retro della Cappella di San Gaetano, che credo sia il tempietto al quale si recava di tanto in tanto mio padre con un ex collega ferroviere, dotato della necessaria chiave, portando colà, per desiderio di un’anziana signora, mazzolini di di fiori.

Si può dare un’occhiata da lontano pure a Castel d’Appio.

Ritornando leggermente a levante, alla collina di Piemattone.

Arretrando sino al torrente, entro in una piena di ricordi.

Non solo perché torno all’episodio di partenza di questo trafiletto, ma perché quel rio – anche se per sbadataggine non me me ancora sono procurato acconcia iconografia – é presente in ogni punto di quella Frazione dove io abbia avuto esperienze e conoscenze significative: temi da trattare uno alla volta, se del caso.

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