Mac

Mac. Il primo da destra per chi guarda questa fotografia. A sinistra Eraldo “Gion (o John?)” Verrando, grande amico di Mac. Al centro il sottoscritto. Ad una delle ultime iniziative promosse da Mac. A Vallecrosia (IM) il 4 giugno 2011 durante la Rassegna imperniata sul “Diario di Guerra della Zona Intemelia – 1943-1945” di Caterina Gaggero Viale.

Il nome vero di Mac era Giuseppe Fiorucci.

A giorni ricorre l’anniversario della sua prematura scomparsa.

Le iniziative di Mac. Con l’Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM), da lui fondata. Come viene rimarcato in una citazione, che riporto più avanti.

Gli sforzi di ricerca storica di Mac sulla Resistenza nella zona di Ventimiglia (IM), Vallecrosia (IM) e Bordighera (IM) – la zona intemelia, in sostanza – approdarono al suo GRUPPO SBARCHI VALLECROSIA  < ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia – Comune di Vallecrosia (IM) – Provincia di Imperia – Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM) >.

Con alcuni link cerco di darne un’idea. Ecco un primo link. Ed un secondo qui.

Ho aggiunto qualche immagine relativa ad una selezione di documenti esposti nella Manifestazione di quel giugno 2011.

Conoscevo Mac da anni. Ricordo soprattutto che mi aveva parlato molte volte dei suoi lavori preparatori sui “Partigiani del Mare”, vale a dire Gruppo Sbarchi Vallecrosia. E che mi aveva trasmesso, con invito alla divulgazione, gran parte dei documenti raccolti in proposito. Anche, rispetto alla sua richiamata pubblicazione, inediti: un esempio a questo link.

Qui sopra Mac sui diciotto anni davanti allo scomparso ascensore di Mortola, Frazione di Ventimiglia (IM), che metteva in comunicazione con il sito preistorico dei Balzi Rossi. E delle spiaggette e degli scogli circostanti. La fotografia mi è stata fornita dal fratello Franco.

Fotografia antiquaria della zona dei Balzi Rossi
Archivio: Giulio Rigotti di Bordighera (IM)

Con quest’altra immagine si può intendere meglio come si collocava quell’ascensore.

Franco Fiorucci mi ha anche sottolineato l’origine del soprannome “Mac”. Che deriva da quelle ormai datate partitelle di calcio di adolescenti, nelle quali i giocatori usavano i nomi di professionisti del tempo, seguiti o simpatici, per farsi anche richiamare in campo. Giuseppe in quelle esibizioni si trincerava dietro il cognome di un nazionale irlandese. Che io non ho inteso appieno. Forse McParland. L’importante è quel “Mac”, che a Giuseppe rimase come elemento distintivo da portare con orgoglio per tutta la vita. In famiglia preferivano chiarmarlo Pinuccio.

Mi permetto una volta di più, come ho fatto su un altro blog il 20 marzo 2012, all’indomani, pertanto, della sua morte, di stralciare, in ricordo di Mac, da una bella lettera aperta di suoi amici intimi, quanto segue: “… di quella guerra, dopo più di 60 anni, ci hai regalato il ricordo di alcuni personaggi che altrimenti avremmo ignorato o dimenticato. Il tuo libro Gruppo Sbarchi Vallecrosia ha permesso a molti di conoscere episodi straordinari nella loro umanità. E ha permesso al partigiano Mimmo di ritornare a Vallecrosia e ritrovare la famiglia che portò in salvo. Tutto merito tuo e della tua cocciutaggine, che ti impediva di lasciare qualcosa a metà, a qualunque costo…. ti sei buttato a capofitto in una nuova avventura: proporre iniziative culturali a Vallecrosia, inventandoti l’Associazione “Il Ponte”, con cui hai ideato e organizzato mostre di livello documentale altissimo, come quella sulle leggi razziali, e hai portato a Vallecrosia scrittori e giornalisti famosi e meno famosi …”

Era stato anche giovane Sindaco di Vallecrosia, “Mac”. E tanto altro ancora. Pilota di rally, ad esempio. Ma quel suo contributo alla storia della Resistenza resta per me indelebile.

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