La stazione di Vallecrosia

La piazza davanti alla piccola stazione ferroviaria di Vallecrosia (IM), edificio posizionato proprio sul confine con Camporosso, Camporosso Mare per l’esattezza, oggi é così.

Archivio: Edoardo Racco

Fonte: Alessandra Donato
Archivio: Aurora Cassano di Vallecrosia (IM)

Lì si sono sempre fermati pochi treni. Le piante a ridosso del marciapiede, che si vedono in queste immagini antiquarie, come altre messe a dimora in seguito, non ci sono più: sono andato, non fidandomi più della mia memoria, a ricontrollare pochi giorni fa.

Ormai fanno tappa a Vallecrosia ancora meno convogli.

Quando la produzione floricola del ponente era diversa e più florida partivano per il nord Europa anche carri merci colmi di variopinti prodotti della terra.

Quando abitavamo a Nervia di Ventimiglia qualche volta certi nostri brevi viaggi iniziavano da Vallecrosia. G., figlio dell’allora gerente privato della stazione – in data odierna, come tante, “disabilitata”, dopo un breve periodo di “gestione aziendale diretta” -, si ricorda ancora le scarpine lustrate a bianchetto dei fratellini Maini. E nella mia breve stagione, a sedici anni, di atletica leggera per gli allenamenti ad Imperia spesso salivo in carrozza lì…

Il treno (credo la mitica per noi “corsetta”, la quale in quei tempi faceva una spola pomeridiana tra Ventimiglia ed Imperia Oneglia), che si vede fermo a Sanremo (mi pare!) in questa fotografia del gennaio 1958, di sicuro si sarebbe fermato anche a Vallecrosia.

E scrivere perché io e mio fratello eravamo al seguito di nostro padre ferroviere in servizio comporta altri racconti.

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