La Cappella del Carmelo a Bordighera

[…] In quegli albori di pace la località Marina si andrà cospargendo di case. Sarà quella la resurrezione di Sepelegium, ma una resurrezione gigantesca, nella quale sarà impresso tutto lo slancio di centinaia di spiriti forti del proprio diritto, coscienti della propria forza.
Soffermiamoci a questi primi passi della nuova città nascente, ai piedi della turrita mole del Paese Vecchio: nascono i giardini fra gli agrumeti, le capanne ed i casolari fra i palmeti imprimono ovunque una caratteristica africana; dal suolo si trae acqua abbondante e ben filtrata, e qualche caseggiato si va elevando con una certa pretesa di imponenza.
Notiamo la casa dei Giribaldi, dominatrice della località, nella cui massicciata, nella parte settentrionale, si incastona una Chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo.
A questa Chiesina vogliamo portare il nostro particolare interessamento.
Il nome, dall’Ebraico, si traduce Madonna dei Giardini, e non poteva quindi esserle meglio adatiato, ché essa veniva ad insediarsi tra le più belle e caratteristiche vegetazioni della regione e veniva a ricordare in questo lembo occidentale la lontana Catena del Libano, coperta di olivi, di pini e di quercie, ricca d’acqua e di flora varia e caratteristica, denominata precisamente il Carmelo. Quel monte celebre sin dall’ antichità è sintomo di fertilità, vi abbondavano luoghi di culto, vi ebbe la sua origine l’Ordine dei Carmelitani che diffusero la venerazione della Madonna per mezzo dell’abitino del Carmine.
La Chiesina del Carmelo venne costruita dal «Maire» di Bordighera, Giacomo Giribaldi, verso il 1790, in ossequio alle intenzioni del proprio Padre. Essa si conserva tuttora nella sua piena originalità, ben custodita dalla famiglia Giribaldi, ricca di intonachi bianchi su sfondo celeste. Nella nicchia dell’ altare e la Statua della Madonna col Bambino che detiene alcuni abitini del Carmine.
[…] La ragione della erezione della Chiesa del Carmelo va ricercata nello espandersi delle abitazioni nella pianura della Marina, per cui si rendeva scomodo agli abitanti di recarsi in Parrocchia per l’adempimento agli obblighi religiosi. La Chiesa di S. Ampelio, meno lontana di quella parrocchiale, era raramente officiata, cosicché l’intervento del Maire Giribaldi fu davvero provvidenziale.
La nuova Chiesa non tardò ad ottenere i più ambiti privilegi dell’Autorità Ecclesiastica.
Troviamo una supplica del 1810 in cui lo stesso Maire, proprietario della Chiesa, invoca da Papa Pio VII la grazia della conferma del decreto del Vescovo di Ventimiglia di celebrare la Santa Messa nella cappella per comodità degli abitanti di Borgo Marina.
[…] Lo stesso Maire fu arrestato dagli Inglesi in questa casa e – dopo tenuto prigioniero su un Vascello Inglese, per alcune ore – restituito sano e salvo unitamente alla Guardia Nazionale.
La Chiesina del Carmine oggi più non si apre al pubblico, ma per cura della Famiglia Giribaldi vi vengono ancor oggi celebrate messe nelle maggiori solennità, messe in suffragio degli antenati dei Giribaldi, la novena e la festa della Madonna del Carmine, le messe di San Giuseppe e di Sant’Erasmo.
La Chiesa di Terrasanta – sorta nel 1883 – soddisfa oggi alle esigenze dello spirito religioso, non più di un povero Borgo dalle case sparse ma di una cittadina modernissima, culla dei giardini più belli e profumati d’Italia.
La bellezza dei fiori del Libano si è qui trasfusa in un miracolo di soavità; la Regina purissima del Carmelo, silenziosa, sempre eguale, invita ancora i Fedeli all’umile devozione del «carmine», ma l’imponenza della nuova edilizia, ha reso nascosto e quasi inosservato il suo cantuccio, come fosse un rifugio di pianto.
Dino Taggiasco, “L’Eco della Riviera”, Sanremo, 18-19 luglio 1934, pp. 1-2
[…] Il pensiero delle lontane radici di questa chiesuola che vide, forse, il sorgere stesso di Bordighera, non può non commuovere nel vederla oggi compressa, ma non sopraffatta, dal progredire dei tempi.
Da quando si interrompe la cronaca di Dino Taggiasco, nella Chiesina si continuarono a tenere le consuete funzioni annuali – aperte al pubblico – per la ricorrenza della Madonna del Carmelo e, di volta in volta, quelle più circoscritte, legate alle vicende ora tristi, ora liete, delle nostre famiglie: in ogni occasione abbiamo potuto riscontrare toccanti testimonianze di fede e di preghiera da parte della gente di Bordighera.
Gli anni immediatamente successivi all’ultimo conflitto, portarono tuttavia venti infausti sulla piccola struttura che si è trovata coinvolta in un più ampio progetto di ricostruzione edilizia a seguito del quale essa ha rischiato di soccombere.
Fu invece miracolosamente salvata, anche se non nella sua integrale configurazione, ormai irrimediabilmente mutilata, dall’intervento tempestivo e provvido dell’allora comproprietario Dr. Angelo Giribaldi-Laurenti che, avocatane a sé la totale proprietà, ne curò le ferite e la conservò amorevolmente, pur priva della parte superiore della facciata e della bellissima volta interna, all’onore della sua famiglia e alla devozione dei bordigotti per tutto il tempo della sua vita: dal 14 febbraio 1986, per Sua volontà, la Chiesetta appartiene al sottoscritto.
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Luigi Betocchi, Cenni sulla Chiesina del Carmelo a Bordighera, 1996

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