Il Cit in Riviera

Ogni tanto scrivo qualche accenno al ciclismo professionistico di un tempo. Forse è il tema che più mi riporta allo stupore di quando ero bambino (gli anni ’50), in un’epoca in cui la civiltà materiale al confronto di oggi era decisamente arretrata, per cui i racconti, più orali che scritti, di corse di in bicicletta, qualche volta documentate da sbiadite fotografie, e (ma non subito, se ricordo bene!) le rare riprese televisive imperniate su telecamere fisse sugli arrivi davano modo alla fantasia di lavorare. Se si aggiunge che anche i mezzi e le strade erano ancora arretrati si può comprendere meglio il quadro.

Ripubblico qui uno scatto (a lungo ho creduto ce ne fosse un altro in cui comparivo anch’io: può anche darsi che sia andato perso) che mostra un po’ prima della Colla di Ventimiglia (IM), lungo la vecchia Via Aurelia, in discesa, Nino Defilippis già in fuga per andare a vincere la terza tappa, la Cannes-Sanremo, del Giro d’Italia, il 16 maggio 1955.

Con grande meraviglia, quindi, ho appreso nei giorni scorsi da Gianfranco Raimondo, ancora adesso grande appassionato di ciclismo, che Defilippis frequentava questa nostra zona già da dilettante. Defilippis, soprannominato Cit, “piccolo” in dialetto piemontese, aveva, infatti, partecipato da dilettante ad un Giro di Liguria che fece tappa a Ventimiglia, da dove passò pure gareggiando in pressoché analoga competizione francese, ormai dimenticata. Fece conoscenze e trovò amicizie. Molti anni dopo questi primi citati eventi, più o meno poco prima (i miei amici non sono mai molto ferrati con le date, purtroppo!) del 1980, il Cit partecipò, ad esempio, in Vallecrosia (IM) ad un incontro di calcio tra una squadra di ex-ciclisti (un altro nome che Gianfranco, sempre presente agli appuntamenti simpatici, ricorda é quello di Guido Messina!) ed una di addetti di Radio Montecarlo. E l’arbitro era l’ex pugile Tiberio Mitri. Alla fine, tutti a pranzo in un noto ristorante della località!

Forse a quest’ultima data (alle prime o non ero ancora nato o ero un semplice poppante!) mi avrebbe ancora fatto piacere buttare un’occhiata a rappresentanti di uno sport, che una volta, da semplice spettatore, amavo molto.

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