Assonanze e dissonanze nizzarde

Nizza: il porto

Franco I. mi ha detto che aveva visto Virgil Barel a Ventimiglia (IM) al tempo del tentato colpo di stato dei paracadutisti francesi (comunemente ascritto al generale Salan), allorché una delegazione dei comunisti delle Alpi Marittime aveva preso contatto con il P.C.I. della città di confine non solo per dare informazioni, ma anche per preoccupazioni di vigilanza. E forse non con la Federazione provinciale di Imperia, perché non trovo traccia del citato incontro nel pur documentato Viaggio tra generazioni e politica di Giuseppe Mauro Torelli (agosto 2017). Per Franco, Barel era solo un deputato. Non conosceva altri aspetti della parabola sociale e politica di quel maestro progressista, quelli che io ho provato a tratteggiare nel precedente trafiletto. Tra poche ore vedo, forse, Franco al solito bar della domenica. Devo proprio chiedergli se ha ancora qualche notizia integrativa da darmi in merito.

Franco I., al pari di altri generosi uomini che conosco, è una miniera di informazioni sulla Costa Azzurra, dove ha tanto lavorato, ma che rientra ancora, per motivi di famiglia, nel suo orizzonte.

Qualche mese fa avevo cercato di togliermi con lui almeno una curiosità. Ricordavo di essere stato nel maggio 1968 a Nizza, all’Università occupata. Un viaggio in piccola comitiva compiuto con due o tre automobili. Nella mia memoria era rimasta sempre indelebile, per l’occasione, la presenza di Elio Lanteri. Ogni tanto cerco ancora per semplice curiosità di rammentare chi altri fosse con noi quella volta. Franco sostiene di avere compiuto la mia stessa esperienza. Ricavandone la stessa impressione: delusione! Ne deduciamo, anche se uno non si sovviene dell’altro, che quel tentativo  l’abbiamo comunemente fatto nello stesso frangente. L’ho fatto sorridere raccontandogli che io ero rimasto “incastrato” da uno o più compagni di classe, che mi avevano convinto ad andare a vedere quell’Ateneo “agitato” dagli studenti, ma che al previsto appuntamento non si erano presentati, lasciandomi solo “in balia” di sconosciuti. Sconosciuti che, tuttavia, si dimostrarono molto comprensivi con me, visto che ne ricavai interessanti relazioni sociali, anche se, ripeto, non riesco ancora a decifrarle tutte! Poco dopo quell’episodio presi a frequentare il Bar Irene, dove sono sicuro che vedevo Franco, Elio…

Precedente Fumetti... ancora Successivo Un fotografo di Fidel Castro in Costa Azzurra